sexta-feira, 18 de abril de 2014

Teologia e ciências: um diálogo possível?

Em pleno terceiro milênio, teólogos há que, por razões diversas, ainda continuam a ler os textos bíblicos e a elaborar suas reflexões como se as cosmologias antiga e medieval fossem mais do que suficientes para explicar o universo e o lugar do homem nele.

Da dove veniamo? Come si è formato l'universo? Esiste o no un'anima separata dal corpo? Le nostre azioni sono libere o frutto di necessari rapporti di causa e effetto? E che ne è, in quest'ultimo caso, della nozione di responsabilità morale? Sono queste le principali domande che la filosofia occidentale si è posta nel corso dei secoli, alle quali la ricerca scientifica è oggi in grado di offrire alcune risposte che, per quanto parziali e provvisorie, rendono superfluo ogni ulteriore ricorso alla speculazione astratta e alla metafisica.


Discussões e polêmicas entre ciência e religião. Artigo de Carlo Molari - Notícias: IHU On-Line 18/04/2014

Tornam-se cada vez mais frequentes as referências dos teólogos aos dados das ciências naturais, humanas e sociais na exposição da doutrina da fé cristã. Dessa constatação, segue-se a necessidade por parte dos teólogos de acolher as conclusões ou aquisições das diversas culturas. A opinião é do teólogo italiano Carlo Molari, ex-professor das universidades Urbaniana e Gregoriana de Roma, em artigo publicado na revista Rocca, n. 8, 15/04/2014.

Na edição 1/2014 da revista MicroMega (Almanacco della scienza, p. 183) estão publicados alguns artigos que repropõem o conflito entre dois modos de considerar a pesquisa científica e desaprovam a utilização das suas conclusões por parte de filósofos e de teólogos. Telmo Pievani critica o "paleoantropólogo e sacerdote" Fiorenzo Facchini, de Bolonha, e o teólogo Vito Mancuso pela sua interpretação finalista da evolução biológica e cósmica; Carlo Rovelli zomba daqueles que distorcem em sentido providencialista o princípio antrópico, passando "da ciência à lenda"; Amedeo Balbi ridiculariza aqueles que querem encontrar harmonias e finalismos nos processos cósmicos em que reinam apenas contingências e casualidades; Edoardo Boncinelli analisa o muito pouco que resta da tradicional noção de alma; Arnaldo Benini defende a redução pura e simples da mente aos mecanismos cerebrais; Stewart Guthrie descreve o sentido religioso humano em continuidade com o animismo animal; e Vittorio Girotto explica por que razão os humanos, mesmo tendo "nascido para crer" (como conclui um livro – edições Codice, 2008 – ao qual ele mesmo contribuiu), podem e devem rejeitar a fé religiosa. Ele argumenta assim: "Mesmo que as propensões cognitivas que estão na base das crenças religiosas sejam parte integrante da natureza humana, os seres humanos possuem capacidades cognitivas e organizações sociais para desenvolver e sustentar visões menos intuitivas do mundo" (p. 171); o ateísmo, portanto, representaria a meta de uma maturação cultural à qual muitos chegaram, como demonstra o fato de que os ateus hoje no mundo constituem "o quarto maior grupo social mais numeroso, depois dos cristãos, muçulmanos e hindus" (p. 165, n. 1). Não pretendo aqui para examinar os diversos argumentos. Limito-me a defender a legitimidade das referências às doutrinas científicas por parte dos teólogos com a indicação àqueles cientistas que ampliam a perspectiva das suas reflexões e superam o puro "reducionismo" ou "naturalismo".

Leia o texto completo.


Da revista MicroMega 1/2014:

Da dove veniamo? Come si è formato l'universo? Esiste o no un'anima separata dal corpo? Le nostre azioni sono libere o frutto di necessari rapporti di causa e effetto? E che ne è, in quest'ultimo caso, della nozione di responsabilità morale? Sono queste le principali domande che la filosofia occidentale si è posta nel corso dei secoli, alle quali la ricerca scientifica è oggi in grado di offrire alcune risposte che, per quanto parziali e provvisorie, rendono superfluo ogni ulteriore ricorso alla speculazione astratta e alla metafisica.

Eppure, spiega Pievani nel saggio introduttivo di questo almanacco di scienza, c'è ancora oggi chi si ostina a considerare tanto l'universo quanto l'essere umano, che starebbe al centro di esso, non come frutto di un'evoluzione cieca, ma come il risultato di uno sviluppo finalizzato, rispondente a un disegno e a uno scopo precostituiti. È il caso, ad esempio, di tutti quei teologi, “eretici” o no, che chiamano in causa la scienza per fondare la propria visione finalistica del mondo. Le loro argomentazioni vengono analizzate e smontate pezzo per pezzo da Pievani, che ne mostra tutta la contraddittorietà e la fallacia logica, in quello che assume le sembianze di un vero e proprio catalogo ragionato delle strumentalizzazioni della scienza ad uso dei teologi.

Oltre al lungo saggio introduttivo, l'almanacco si compone di vari interventi firmati da alcuni dei più prestigiosi biologi, fisici e neuroscienziati contemporanei: Carlo Rovelli, Amedeo Balbi, Ian Tattersall, Edoardo Boncinelli, Arnaldo Benini, Alessandro Treves, Giorgio Vallortigara, Daniel C. Dennett, Paolo Legrenzi, Stewart Guthrie e Vittorio Girotto.

Telmo Pievani – Con buona pace dei teologi (‘eretici’ e non)
De Duve, Collins, Margulis, Capra sono alcuni fra gli scienziati prediletti dai teologi che pretendono di fondare scientificamente la loro visione finalistica della vita, in testa Vito Mancuso. Ma citare questi scienziati in quanto scienziati, allo scopo di fornire argomentazioni scientifiche alla propria visione teologica (e teleologica) è un non sequitur, una fallacia logica, uno sfondone. Ecco un catalogo ragionato delle strumentalizzazioni della scienza ad uso filosofico, teologico e ideologico.

Carlo Rovelli – Il principio antropico dalla scienza alla leggenda
Negli anni Settanta il fisico Brandon Carter enuncia il principio antropico, che nella sua forma sensata – ma anche ovvia – indica semplicemente che noi potremmo vivere solo in universi tali da permettere la nostra vita. Successivamente alcuni studiosi hanno stravolto il suo pensiero sostenendo che l’universo è precisamente aggiustato per poter dare origine alla vita. Un’inesattezza che rende così oggi il principio antropico una ‘vuota sciocchezza’ buona per aspiranti teologi.

Amedeo Balbi – L’universo è contingente
All’epoca di Keplero si conoscevano solo sei pianeti e l’astronomo tedesco cercò di rispondere a domande come: perché i pianeti erano proprio sei? E perché le loro orbite attorno al Sole si trovavano a una certa distanza fra tutte quelle possibili? Non poteva certo essere un caso! E, invece, è proprio così. Il modello del big bang spiega perfettamente l’evoluzione dell’universo a partire dalle ‘condizioni iniziali’ contingenti dei pochi istanti successivi. Il racconto della storia imprevedibile della formazione della materia e dell’universo conosciuto.

Ian Tattersall – La seconda nascita di Homo sapiens
La transizione dal vecchio modo di ragionare a quello radicalmente nuovo, simbolico e senza precedenti, si è verificata sorprendentemente tardi nella storia evolutiva umana ed è avvenuta durante il periodo di diffusione della nostra stessa specie Homo sapiens. L’inizio di tale trasformazione deve per forza essere associato a un cambiamento culturale e non biologico. Ma i meccanismi che l’hanno resa possibile sono del tutto ordinari.

Edoardo Boncinelli – Che cosa resta dell’anima
Il concetto di anima è antichissimo, ma è sopravvissuto fino ai giorni nostri dimostrando straordinaria resistenza e capacità evocativa. Oggi parliamo comunemente di anima per indicare uno spettro assai ampio di facoltà, entità, fenomeni: lo spirito vitale, la percezione, la mente, la psiche, la presa di coscienza, la volontà e la sua autonomia, il collettivo umano. Ma quali di questi significati moderni di anima può avere ancora un senso alla luce di ciò che la scienza può dirci dell’uomo e dei suoi meccanismi di funzionamento? Certamente non può trattarsi di qualcosa di immortale.

Arnaldo Benini – La mente è il cervello
Da tempo le neuroscienze hanno chiarito che il dualismo mente-cervello è incompatibile con la natura. Eppure, è difficile per noi esseri umani accettare il fatto che siamo ciò che il nostro cervello ci fa essere, e che tutta una serie di astrazioni, a partire dalla nozione di libero arbitrio, non corrisponde alla realtà dei dati scientifici. Anche per questo si assiste ultimamente al diffondersi di un atteggiamento tendente a superare i vincoli della ricerca scientifica con la speculazione astratta.

Alessandro Treves – Il nostro cervello è una democrazia corticale
Per secoli i filosofi hanno studiato la mente umana. Oggi, con la definitiva affermazione delle neuroscienze, ‘studiare la mente’ significa essenzialmente studiare la corteccia celebrale, e in particolare quella sua porzione chiamata neocorteccia. Quest’ultima però non è un’‘invenzione’ umana: appartiene a tutti i mammiferi e la sua nascita risale a circa 200 milioni di anni fa. Nel nostro cervello la maggioranza delle trasmissioni corticali avviene fra cellule di status equivalente: ecco perché abbiamo a che fare con un sistema sostanzialmente ‘democratico’, accompagnato come tutte le democrazie avanzate, da un variegato sistema di pesi e contrappesi.

Giorgio Vallortigara – Kant e le neuroscienze
Le intuizioni di spazio e tempo – due forme kantiane a priori – esistono nei nostri cervelli perché catturano fondamentali proprietà del mondo ed esistono nelle forme base sia negli uomini adulti che negli infanti, sia nelle persone delle società occidentali che in quelle delle società tradizionali in cui l’economia di sussistenza è ancora legata alla caccia e alla raccolta, e infine nei cervelli delle altre specie, che non possiedono linguaggio verbale e forme avanzate di cultura.

Daniel C. Dennett – Criminali si nasce o si diventa?
È colpa dei nostri geni se ci comportiamo male? Un’infanzia trascorsa tra abusi e stenti può renderci così? O dobbiamo chiamare in causa la nostra cultura che esalta i dominanti? Il libro Anatomy of violence di Adrian Raine, studioso di neuroscienze, pone degli interrogativi sull’attitudine criminogena di alcuni individui, arrivando a sostenere che la causa dello squilibrio a volte sia un difetto anatomico del cervello, come una regione poco o eccessivamente sviluppata. Ma le componenti non genetiche continuano a giocare un ruolo centrale. E a garantire dunque la nostra libertà (e responsabilità).

Paolo Legrenzi – L’empatia, il bene e il male
Dalla disumanizzazione e umanizzazione dell’altro ai geni dell’empatia, passando per le basi biologiche dell’aggressività e i ‘neuroni specchio’, le ricerche scientifiche ed empiriche dimostrano come sia assurdo individuare categorie prefissate come buono, cattivo, onesto, disonesto, coraggioso, pavido. Gli individui sono semplicemente fatti per capire le intenzioni e gli scopi altrui e influenzati da altri fattori: in primis le circostanze e un’educazione che spinga a pensare con la propria testa.

Stewart Guthrie – Dall’animismo animale al senso religioso
L’animismo – ossia l’attribuzione della capacità di agire a oggetti che non la possiedono – è un’attitudine che accomuna l’uomo e gli altri animali ed ha una radice evoluzionistica: presumere che dietro il fruscio di un ramo ci sia un predatore anche quando non c’è è, dal punto di vista evolutivo, preferibile all’atteggiamento contrario. E questo ‘istinto’ animista è anche alla base delle religioni.

Vittorio Girotto – Se siamo nati per credere, da dove vengono gli atei?
La spiegazione delle credenze superstiziose nel sovrannaturale come sottoprodotto di alcune tendenze cognitive innate è ormai suffragata da un grande numero di studi e ricerche empiriche. Come mai allora esistono gli atei? Come può svilupparsi un pensiero critico al punto da non manifestare alcun segnale di attaccamento a una qualsiasi fede? Che ‘possibilità’ biologiche ci sono dietro la tendenza allo scetticismo o all’incredulità che nel mondo contemporaneo sono dilagante maggioranza all’interno delle élite scientifiche e intellettuali?

Leia Mais:
Teologia e novos paradigmas
Inventando o Universo: pensar Deus a partir da Nova Física

quinta-feira, 17 de abril de 2014

Gabriel García Márquez (1927-2014)

Morreu hoje o escritor colombiano Gabriel García Márquez (G1).

Um dos grandes autores das letras mundiais faleceu aos 87 anos. O escritor e jornalista colombiano, ganhador do Nobel em 1982, foi o criador de obras clássicas como ‘Cem Anos de Solidão’, ‘O Amor nos Tempos do Cólera’, ‘Ninguém Escreve ao Coronel’, ‘O Outono do Patriarca’ e ‘Crônica de uma Morte Anunciada’. Nasceu em Aracataca e foi criador de um território eterno chamado Macondo, onde convivem imaginação, realidade, mito, sonho e desejo (Morre Gabriel García Márquez, gênio da literatura universal - El País)

Hoy, jueves 17 de abril de 2014, a la edad de 87 años, ha muerto en México DF el periodista colombiano y uno de los más grandes escritores de la literatura universal. Autor de obras clásicas como Cien años de soledad, El amor en los tiempos del cólera, El coronel no tiene quien le escriba, El otoño del patriarca y Crónica de una muerte anunciada,fue el creador de un territorio eterno y maravilloso llamado Macondo (Muere Gabriel García Márquez: genio de la literatura universal - El País).

Veja as obras de Gabriel García Márquez aqui e aqui.

Resenhas na RBL: 15.04.2014

As seguintes resenhas foram recentemente publicadas pela Review of Biblical Literature:

Rainer Albertz and Rüdiger Schmitt
Family and Household Religion in Ancient Israel and the Levant
Reviewed by Raz Kletter

James Bollhagen
Ecclesiastes
Reviewed by Bálint Károly Zabán

Peter W. Flint, Jean Duhaime, and Kyung S. Baek, eds.
Celebrating the Dead Sea Scrolls: A Canadian Collection
Reviewed by David M. Maas

Edith M. Humphrey
Scripture and Tradition: What the Bible Really Says
Reviewed by Nijay Gupta

Didier Lafleur
La Famille 13 dans l’evangile de Marc
Reviewed by Thomas J. Kraus

Mark Leuchter and Jeremy M. Hutton, eds.
Levites and Priests in Biblical History and Tradition
Reviewed by Ralph K. Hawkins

Ellen A. Robbins
The Storyteller and the Garden of Eden
Reviewed by Gert T. M. Prinsloo

Gunnar Samuelsson
Crucifixion in Antiquity: An Inquiry into the Background and Significance of the New Testament Terminology of Crucifixion
Reviewed by John Granger Cook

Zoltán S. Schwáb
Toward an Interpretation of the Book of Proverbs: Selfishness and Secularity Reconsidered
Reviewed by David Penchansky

Jakob Wöhrle
Fremdlinge im eigenen Land: Zur Entstehung und Intention der priesterlichen Passagen der Vätergeschichte
Reviewed by Marc Vervenne


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Os leitores brasileiros e os ebooks

Pessimistas ou realistas? Sei não. Acho que sou mais otimista do que os autores dos artigos abaixo. Mas vale a pena ler.

:: Tudo é vaidade - João Pereira Coutinho: Folha de S.Paulo 08/04/2014 [o texto pode ser lido também aqui]
Qual a pergunta mais idiota que é possível ouvir quando temos uma biblioteca generosa? Exato, leitor: “Você já leu tudo isso?” Engolimos em seco. Respiramos fundo. E depois explicamos, pela décima, centésima, milésima vez que uma biblioteca não é uma coleção de livros lidos. As bibliotecas são feitas de livros que lemos no passado, que consultamos no presente e que um dia, talvez, leremos no futuro. Ou que alguém lerá por nós. Mas existe uma situação mais constrangedora no mundo das bibliotecas: quando descobrimos que uma parte delas nem sequer são constituídas por livros. Aconteceu uma noite: fui convidado para um jantar em casa de um conhecido literato...

:: O Brasil não é o país do e-reader - Carlo Carrenho: Tipos Digitais: 13/04/2014 [o texto pode ser lido também aqui]
Qual o mercado brasileiro potencial para e-readers dedicados? Em outras palavras, quantos Kindles, Kobos e outros leitores genéricos poderiam ser vendidos no Brasil? Acredito que o potencial do mercado brasileiro para estes aparelhos seja muito menor do que poderia parecer em um primeiro momento. Não que o consumidor brasileiro tenha um interesse limitado em livros digitais, claro que não. O que ocorre é que no Brasil há poucos “grandes leitores” – ou “heavy readers”, como se diz em inglês.


:: 3ª edição da Pesquisa Retratos da Leitura no Brasil - Instituto Pró-Livro 2011


Leia Mais:
Mais ebooks gratuitos para Kindle e outros leitores
Como leremos em 2020?

Resenhas na RBL: 10.04.2014

As seguintes resenhas foram recentemente publicadas pela Review of Biblical Literature:

Herbert W. Bateman
Charts on the Book of Hebrews
Reviewed by Philip Church

Michaela Bauks, Wayne Horowitz, and Armin Lange, eds.
Between Text and Text: The Hermeneutics of Intertextuality in Ancient Cultures and Their Afterlife in Medieval and Modern Times
Reviewed by Geoffrey Miller

C. Clifton Black
The Disciples according to Mark: Markan Redaction in Current Debate
Reviewed by Michael Kok

Gerald Hammond and Austin Busch, eds.
The English Bible, King James Version: The New Testament and the Apocrypha
Reviewed by Stephen Pattemore

Israel Kamudzandu
Abraham Our Father: Paul and the Ancestors in Postcolonial Africa
Reviewed by David M. Crump
Reviewed by Daniel Darko

Nicola Denzey Lewis
Cosmology and Fate in Gnosticism and Graeco-Roman Antiquity: Under Pitiless Skies
Reviewed by Timothy Pettipiece

Eric M. Meyers and Mark A. Chancey
Alexander to Constantine: Archaeology of the Land of the Bible
Reviewed by Lee M. Jefferson

Andrei A. Orlov and Gabriele Boccaccini, eds.
New Perspectives on 2 Enoch: No Longer Slavonic Only
Reviewed by Thomas J. Kraus

Lorne R. Zelyck
John among the Other Gospels: The Reception of the Fourth Gospel in the Extra-canonical Gospels
Reviewed by Jason Sturdevant


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A entrevista de Lula aos blogueiros

A entrevista de Lula aos blogueiros no dia 8 deste mês ainda é polêmico assunto.

:: Conceição Lemes, 33 anos de estrada: Resposta em público a O Globo - Conceição Lemes: Vi o mundo 16/04/2014
Conceição Lemes acusa Globo de querer promover uma caça aos blogueiros progressistas: “Um macartismo à brasileira”, em referência ao movimento dos EUA da década de 40 que se caracterizou por intensa patrulha anticomunista, perseguição política e dersrespeito aos direitos civis.

:: Com dor de cotovelo, Globo ataca blogueiros - Brasil 24/7: 17/04/2014
Com uma matéria intitulada “A entrevista dos camaradas”, o jornal O Globo, liderado por João Roberto Marinho coloca em questão time de blogueiros convidados pelo Instituto Lula para entrevista exclusiva com o ex-presidente Lula na semana passada.

A entrevista aconteceu no dia 8 de abril de 2014.

:: Em entrevista a blogueiros, Lula defende Constituinte e regulação da mídia - Vi o mundo: 08/04/2014
O ex-presidente Luiz Inácio Lula da Silva pediu o fim da “boataria” sobre sua possível candidatura à presidência da república nas eleições deste ano. Em evento com blogueiros em São Paulo nesta terça-feira [8 de abril de 2014], Lula descartou a hipótese de se lançar como candidato e endossou seu apoio a Dilma Rousseff.

:: Lula manda recados na entrevista a blogueiros; ouça a íntegra - Vi o mundo: 09/04/2014
Na nossa interpretação, alguns dos recados...

:: Íntegra da segunda entrevista que Lula deu aos blogueiros - Maria Frô: 09/04/2014
O ex-presidente Lula realizou ontem um debate com a blogosfera progressista, transmitido ao vivo, inclusive neste blog.


Leia Mais:
Encontro de Lula com a blogosfera brasileira em 24 de novembro de 2010

terça-feira, 15 de abril de 2014

A quem interessa a pirataria de software?

A pirataria de software ao contrário do que pensa o senso comum pode ajudar a Microsoft em sua batalha contra o Linux. Essa é uma das conclusões de um estudo polêmico de dois pesquisadores da Harvard Business School, USA.

Acabei de ler dois artigos no Viva o Linux e achei a discussão, do texto e dos comentários, muito interessante.

Confira. E amplie seu conhecimento lendo também os textos indicados nos links.

:: Como NÃO crackear um programa - Wilker Azevedo: Viva o Linux 09/04/2014
Tanto se ensina em sites, fóruns, blogs e confins da Internet, as mil e uma maneiras de crackear jogos, programas, sistemas e até aparelhos eletrônicos. Então, resolvi fazer diferente, vou ensinar aqui um método para não precisar crackear

:: Pirataria - Como prejudica desenvolvedores, cria monopólios e facilita ações de crackers - Jorge Roberto: Viva o Linux 24/03/2014
Neste artigo, vamos analisar alguns aspectos sobre a pirataria, que muita gente não sabe (ou finge não saber), e como ela prejudica o GNU/Linux no mercado de Desktops

sexta-feira, 11 de abril de 2014

Falha Heartbleed: o que é e como se proteger

Cabe exclusivamente aos sites que estavam vulneráveis o envio de um recado para seus usuários informando quais passos devem ser seguidos, como a alteração da senha e informações sobre medidas de proteção adicional (como envio de código para celular). Não é dever dos internautas usar ferramentas para tentar determinar, com alta chance de erros, se um site está vulnerável ou não. E também de nada adianta trocar suas senhas em um site antes que ele tenha eliminado o problema.

Internet security researchers say people should not rush to change their passwords after the discovery of a widespread "catastrophic" software flaw that could expose website user details to hackers. But suggestions by Yahoo and the BBC that people should change their passwords at once – the typical reaction to a security breach – could make the problem worse if the web server hasn't been updated to fix the flaw, says Mark Schloesser, a security researcher with Rapid7, based in Amsterdam, Netherlands. Doing so "could even increase the chance of somebody getting the new password through the vulnerability," Schloesser said, because logging in to an insecure server to change a password could reveal both the old and new passwords to an attacker (Heartbleed: don't rush to update passwords, security experts warn - Alex Hern: The Guardian 9 April 2014)

Leia, sem alarme, mas fique alerta...

:: Heartbleed: conheça a maior falha da Internet e veja como se proteger - Redação: IDG Now! 10/04/2014
Ameaça recente permite que informações sigilosas de usuários e empresas sejam interceptadas por crackers.

:: The Heartbleed Hit List: The Passwords You Need to Change Right Now - By Mashable Team: Mashable 2014-04-10
An encryption flaw called the Heartbleed bug is already being called one of the biggest security threats the Internet has ever seen. The bug has affected many popular websites and services — ones you might use every day, like Gmail and Facebook — and could have quietly exposed your sensitive account information (such as passwords and credit card numbers) over the past two years. But it hasn't always been clear which sites have been affected.

:: Falha 'Heartbleed' é uma catástrofe - Altieres Rohr: G1  09/04/2014
A falha corrigida nesta segunda-feira (7), batizada de "Heartbleed", é coisa de cinema, um desastre de segurança na forma como chegou ao público e pela forma que comprometeu a segurança de, estima-se, 500 mil sites. Agora, a situação é a seguinte: nenhum dono de site tem como saber se alguma chave privada foi roubada. Nenhum usuário tem como saber se uma senha foi comprometida.

:: Heartbleed 'sangra' a Internet. O que você precisa saber para se proteger - Redação: Computerworld 11/04/2014
Uma recente ameaça foi descoberta em uma das implementações mais usadas do SSL (Secure Sockets Layer) e do TLS (Transport Layer Security), protocolos de segurança que são utilizados em inúmeros sites com o intuito de criptografar o tráfego entre dois computadores. Ou seja, manter a conexão segura. Chamada de Heartbleed, a falha de segurança apresenta um perigo grave e imediato para qualquer servidor de Internet que não tenha recebido uma correção, de acordo com a empresa de segurança Symantec. A empresa finlandesa Codenomicon foi a primeira companhia a identificar a Heartbleed em conjunto com Neel Mehta, um pesquisador da equipe de segurança da Google. O Heartbleed, ou OpenSSL TLS 'heartbeat' Extension Information Disclosure Vulnerability (CVE-2014-0160), afeta um componente do OpenSSL conhecido como "heartbeat", e estima-se que a vulnerabilidade já exista há dois anos, embora só tenha sido descoberta e publicamente anunciada nesta semana.

quinta-feira, 10 de abril de 2014

Evangelho da Esposa de Jesus: 2012, 2014, 2 mil e ?

Karen King has produced no new evidence to authenticate this fragment... Her method of argumentation was not self-critical or objective, but will doubtlessly be sufficient for those who already want to believe (Christian Askeland)

Não me parece, à primeira vista, existir algo realmente novo e relevante, mas a ocasião e o tema geram, como sempre, sensacionalismo.


Leia o que foi debatido em 2012: Evangelho da Esposa de Jesus?


E, por enquanto, o que li, foi:

:: Análises apontam que papiro que fala da esposa de Jesus não é falso - G1: AFP  10/04/2014 14h55 - Atualizado em 10/04/2014 17h45

:: The Jesus’s Wife Fragment: The Scientific Evidence - Harvard Magazine: March-April 2014 - 10/04/2014

:: Jesus Wife Resurrected from Dead - Christian Askeland: Evangelical Textual Criticism 10/04/2014

:: 'Gospel of Jesus Wife' Papyrus Is Ancient, Not Fake, Scientists And Scholars Say - Jaweed Kaleem: Huffington Post  10/04/2014

:: “Jesus’ Wife” Articles in HTR: Initial Thoughts - Larry Hurtado: Larry Hurtado's Blog - April 10, 2014

quarta-feira, 9 de abril de 2014

Resenhas na RBL: 04.04.2014

As seguintes resenhas foram recentemente publicadas pela Review of Biblical Literature:

Angelika Berlejung and Michael P. Streck, eds.
Arameans, Chaldeans, and Arabs in Babylonia and Palestine in the First Millennium B.C.
Reviewed by John MacGinnis

David Alan Black
Paul, Apostle of Weakness: Astheneia and Its Cognates in the Pauline Literature
Reviewed by H. H. Drake Williams III

James M. Bos
Reconsidering the Date and Provenance of the Book of Hosea: The Case for Persian-Period Yehud
Reviewed by Pamela J. Scalise

J. Scott Duvall and J. Daniel Hays
Grasping God’s Word: A Hands-On Approach to Reading, Interpreting, and Applying the Bible
Reviewed by Frank England

Sebastian Fuhrmann and Regina Grundmann, eds.
Martyriumsvorstellungen in Antike und Mittelalter: Leben oder sterben für Gott?
Reviewed by Thomas J. Kraus

Mercedes L. García Bachmann
Women at Work in the Deuteronomistic History
Reviewed by Ralph K. Hawkins

Joel B. Green, ed.
Dictionary of Scripture and Ethics
Reviewed by Kevin Jung

Kyoung-Shik Kim
God Will Judge Each One according to Works: Judgment according to Works and Psalm 62 in Early Judaism and the New Testament
Reviewed by Travis B. Williams

Dominik Markl, ed.
The Decalogue and Its Cultural Influence
Reviewed by Bernhard Lang

David T. Runia and Gregory E. Sterling, eds.
Studia Philonica Annual: Studies in Hellenistic Judaism, Volume XXII, 2010
Reviewed by John Martens


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Ucrânia: outras leituras

Olererê, Baiana,
eu ia e não vou mais...
Eu faço
que vou
lá dentro, oh Baiana,
e volto do meio p'ra trás...

Guimarães Rosa, Grande Sertão: Veredas


Ucrânia, negócio EUA−Rússia - Pepe Escobar: Redecastorphoto 07/04/2014
Quando vocês estiverem lendo isso, a Rússia já terá invadido a Ucrânia. Pelo menos, é o que o Supremo Comandante Aliado da Organização do Tratado do Atlântico Norte, Otan, o general da Força Aérea dos EUA, Philip Breedlove, anda espalhando. Breedlove-Supremo diz que os russos estão "prontos p'ra sair em ataque" e podem facilmente tomar o leste da Ucrânia. A imprensa-empresa ocidental já tirou do armário os coletes à prova de bala. Mas comparem-se Breedlove-Supremo e um diplomata adulto, o Ministro de Relações Exteriores da Rússia, Sergey Lavrov, que pediu à Otan que por favor desescale essa retórica pró-guerra "irracional", que também inclui pôr fim oficial a toda a cooperação civil e militar com a Rússia e movimentos militares no Leste da Europa. Enquanto a Otan – abreviatura de Divisão Europeia do Pentágono – entra em surto, sobretudo quando fala seu Secretário-Geral, o ridículo Anders Fogh Rasmussen, dinamarquês, que está de partida, vejamos o que realmente se passa, baseados em vazamentos dos dois campos, de Lavrov e do Secretário de Estado dos EUA, John Kerry. O coração da matéria – encoberto por uma barreira de histeria – é que nem Washington nem Moscou querem que a Ucrânia apodreça como ferida purulenta. Moscou disse a Washington, oficialmente, que não tem intenção de "invadir" a Ucrânia. E Washington contou a Moscou que, apesar de toda sua retórica demente, não quer expandir a Otan nem para a Ucrânia, nem para a Geórgia (continua).

Leia Mais:
Ucrânia: leituras

Picaretagem hermenêutica entristece pesquisador

Não importa quantas vezes você, pacientemente, explique que os pontos de vista deles não têm fundamento, eles perseveram em suas convicções com impressionante determinação

Larry Hurtado, conhecido pesquisador do Novo Testamento, "está bastantemente entristecido, com o coração afogado na deceptude e no desgosto", como dizia Odorico Paraguaçu.

Motivo?

É que alguns comentaristas vão ao seu blog postar "ideias de jerico"* e que, como é sabido e consabido, a ninguém escutam, só a suas desmioladas especulações dão atenção.

Um trecho do post de Larry Hurtado, Sense and Nonsense: Observations on Running a Blog Site, recentemente publicado:

This sort typically has developed some pet idea, not something small, mind you, but a “big idea” that fundamentally skews their view of the whole subject. Among them, on this site, e.g., that Paul was a totally fictional character (...)  that Jesus of Nazareth is a fictional character are another such category (...) that, e.g., references to “circumcision” in the NT are actually references to sacrifice (...) These people aren’t interested in finding out that their views have no basis, or have been soundly debunked decades ago, or are just plain bonkers. So, no matter how often you patiently answer specific questions (often coy, baited ones), or offer reasons and evidence for why their view is baseless, they persevere with impressive determination. If you tell them that their view has no standing among scholars in the field, this has no effect, and they might then allege some sort of conspiracy among scholars to suppress what they know is the real truth!

* Jerico = Equus asinus

quarta-feira, 2 de abril de 2014

Morreu o biblista Rolf Rendtorff (1925-2014)

Leio no blog do Jim West, em alemão, a notícia:
Der frühere Universitätsrektor Rolf Rendtorff ist tot. Wie die Theologische Fakultät der Universität Heidelberg mitteilte, starb Rendtorff in der Nacht im Alter von 88 Jahren. Der Wissenschaftler war von 1963 bis 1990 Ordinarius für Alttestamentliche Theologie in Heidelberg und von 1970 bis 1972 bekleidete er das Amt des Rektors. 2002 erhielt er für seine besonderen Verdienste um den jüdisch-christlichen Dialog die Buber-Rosenzweig-Medaille.

Sobre a participação de Rendtorff, professor emérito e ex-reitor da Universidade de Heidelberg, Alemanha, na pesquisa recente do Pentateuco há várias referências em meu blog e página. Confira, por exemplo, aqui e aqui.

As obras de Van Seters (1975), H. H. Schmid (1976) e Rolf Rendtorff (1977) constituem marcos históricos nos estudos do Pentateuco.

As publicações de Rendtorff podem ser vistas aqui, aqui e aqui.

Veja ainda um post comemorativo, de 2010, sobre Rendtorff, aqui.